Chi siamo
Stello: l'AI italiana che porta i ristoranti nel 2026
Una piattaforma SaaS fondata a Roma porta l'intelligenza artificiale nel cuore di un'industria storicamente analogica. Per chi gestisce un ristorante e non ha tempo di diventare ingegnere.
Nel 2024 l'Italia ha accolto 65 milioni di turisti stranieri secondo l'ISTAT. La Banca d'Italia stima la loro spesa nella ristorazione in 12,8 miliardi di euro. Eppure meno del 15% dei locali italiani — ristoranti, pizzerie, bar, hotel, stabilimenti balneari, agriturismi, gelaterie e attività di ristorazione turistica — offre il menu in più di una lingua, e il Regolamento UE 1169/2011 obbliga a indicare 14 allergeni in ogni piatto. È in questo divario che è nato Stello.
L'AI arriva nei ristoranti italiani
Per anni l'innovazione tecnologica nei ristoranti italiani si è limitata ai gestionali di cassa. Nel 2026 il quadro è diverso. Una rilevazione globale di quest'anno indica che oltre il 78% dei ristoranti usa qualche forma di menu digitale, e in Spagna — mercato F&B comparabile al nostro — il 41% dei locali dichiara di usare strumenti AI nelle operazioni quotidiane. L'Italia, con il suo turismo internazionale e la complessità del Regolamento UE 1169/2011, è il mercato dove l'AI applicata al cibo ha più senso.
«L'Italia ha un'industria della ristorazione che vale decine di miliardi di euro, eppure è uno dei settori meno digitalizzati del paese. La nostra missione è semplice: portare l'intelligenza artificiale nelle mani di chi gestisce un locale, senza chiedergli di diventare ingegnere. Stello è solo l'inizio»,
— Kirill Minyaev, CEO di Stello.
La squadra dietro il prodotto
Stello è costruito a Roma da una squadra piccola e tecnica.
Kirill Minyaev — CEO
Imprenditore con base a Roma, dedica il suo lavoro alla digitalizzazione del business italiano. Prima di Stello ha co-fondato Defimoon, studio di audit Web3, e Musgard, blockchain game arrivato a oltre 75.000 giocatori. Ha studiato alla Rome Business School. Profilo: LinkedIn.
Bogdan Mikhailovskiy — CTO
Co-fondatore e responsabile tecnico, con base a Roma. Cura l'architettura del prodotto e lavora alla popolarizzazione dell'AI nel tessuto imprenditoriale italiano, dimostrando con casi concreti come questa tecnologia renda il business più efficiente. Profilo: LinkedIn.
«Carbonara non diventa carbon pasta»
L'AI applicata al menu non è un esercizio cosmetico. Una traduzione approssimativa fa scegliere all'ospite straniero il piatto sbagliato. Una mancata segnalazione di allergeni può costare al ristorante fino a 24.000 euro di sanzione. Sono numeri che pesano.
«I modelli linguistici di oggi non si limitano a tradurre parole. Riconoscono ingredienti, accostamenti, contesti culturali. "Carbonara" non diventa "carbon pasta": resta carbonara, e l'ospite straniero capisce comunque che cosa contiene. Per i ristoratori italiani questo è il vero passaggio. L'AI non è una moda, è un aiuto concreto»,
— Bogdan Mikhailovskiy, CTO di Stello.
Cosa fa Stello
Il prodotto trasforma un menu cartaceo in un menu digitale con QR code, in due minuti, senza chiamate commerciali e senza inserire una carta di credito al primo passo. Il piano Free permette di partire con un menu reale; dal piano Base Stello aggiunge traduzione AI in 15 lingue, piatti illimitati, foto dei piatti, mini-sito e strumenti piu' avanzati per il lavoro quotidiano.
Il piano Free permette di iniziare con 1 menu, fino a 50 piatti, 2 lingue, QR code e allergeni UE, senza carta di credito. È pensato per far provare Stello in un locale reale prima di passare a funzioni più avanzate.
Stello è dichiaratamente self-service: un ristoratore deve poter capire cosa fare senza tecnico, senza consulente e senza interfacce complicate. Ma non è un generatore QR basilare: è una piattaforma completa per gestire menu, lingue, allergeni, foto, QR, presenza pubblica del locale e aggiornamenti quotidiani da un unico posto.
Per i locali che vogliono più controllo sul brand, i piani a pagamento aggiungono un costruttore visuale del menu. Il ristoratore può personalizzare font, dimensioni, colori, sfondo, header, pulsanti e visibilità delle foto dei piatti. In questo modo il menu digitale non sembra un template generico, ma una parte coerente dell'identità del locale.
Dal piano Base, Stello non mostra solo il menu: crea una presenza pubblica semplice per il ristorante, con descrizione, pagina Chi siamo, chef, press quotes, gallery, orari, indirizzo, Google Maps, Wi-Fi, recensioni e analytics su scansioni, visualizzazioni della pagina, chiamate e click sulla mappa.
La direzione
Il menu è il primo punto di contatto. La traiettoria di Stello è più ampia: portare l'intelligenza artificiale negli strumenti quotidiani del piccolo e medio imprenditore italiano, dal ristoratore di provincia al gruppo con cinque locali. Il prossimo passo è già in lavorazione.
Stello in numeri (giugno 2026)
- Piano Free: 1 locale, 1 menu, fino a 50 piatti, 2 lingue, QR code, 54 temi, allergeni UE e analisi scansioni
- Piano Base (€19/mese): 2 menu, piatti illimitati, traduzione AI in 15 lingue, foto dei piatti, mini-sito, download PDF e report AI settimanali
- Piani superiori: fino a 3-5 locali, 6-10 menu, setup personale, monitoraggio recensioni e analisi concorrenti
- Editor visuale manuale sui piani a pagamento: font, colori, sfondo, header, pulsanti e visibilita' delle foto
- Hosting e dati conservati in UE
Dove trovarci
Stello è presente sulle principali piattaforme di scoperta software, recensioni B2B e knowledge graph.
- G2
- Capterra
- Software Advice
- GetApp
- AlternativeTo
- Trustpilot
- Crunchbase
- Europages
- PagineGialle
- PagineBianche
Per qualsiasi domanda: ciao@stello.it.